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QUESTA SEZIONE E' DEDICATA ALLE RECENSIONI DI LIBRI FANTASY. SE AVETE LETTO QUALCOSA DI INTERESSANTE NEL CAMPO DELLA LETTERATURA FANTASTICA INVIATECI LE VOSTRE RECENSIONI SPECIFICANDO TITOLO, AUTORE E CASA EDITRICE, LE MIGLIORI VERRANNO PUBBLICATE ONLINE. Trilogia di Bitterbynde di Cecilia Dart Thornton, recensione di P.L.
Questo e molto altro è la trilogia di Bitterbynde, opera prima della scrittrice australiana Cecilia Dart-Thornton. Talento eclittico e multiforme, i suoi interessi spaziano dal design grafico alla sociologia, dalla musica alla botanica fino a culminare nel folklore e nella mitologia irlandese e anglosassone. Un simile patrimonio di conoscenze confluisce nella creazione di un mondo che non cessa di stupire per ricchezza descrittiva e narrativa. La Terra di Mezzo come l’avrebbe raccontata una donna. Forse. Analogie non mancano. Ed ignorarle, in quella che a tutti gli effetti si configura come una raccolta enciclopedica del folclore celtico, sarebbe arduo. Come accennare alla trama senza tradirla? Tali e tanti sono i colpi di scena che costellano il racconto, da rendere quasi impossibile una sinossi che rispetti la legittima aspirazione del lettore a farsi sorprendere. E stupire. Nulla, o meglio, nessuno è ciò che sembra. Una creatura muta, amnesiaca e sfigurata in volto si aggira nella lugubre Torre di Isse, dimora dei Cavalieri della Tempesta, un’elite arrogante e spietata che domina i cieli attraverso il monopolio di un metallo, il sildron, in grado di annullare gli effetti della gravità. Il sapiente utilizzo del sildron consente a fiabesche aeronavi di solcare il firmamento e a fantastici cavalli alati di librarsi sulle correnti ascensionali. Tra sevizie e umiliazioni, la patetica creatura acquista lentamente coscienza delle possibilità del presente pur rimanendole precluso l’oscuro passato. Riuscirà a fuggire dalla Torre, intraprendendo un percorso di ricerca che la porterà ai quattro angoli di Erith (la Terra di Mezzo della Thornton), tra luoghi incantati e strabilianti tempeste di energia psichica. Decine di personaggi incroceranno la sua strada, infidi o fidati; creature magiche amiche, seelie od ostili, unseelie; essere onnipotenti, i Faeran appunto, la cui bellezza ferisce lo sguardo e il cui reame resta celato all’occhio umano, pena un rimpianto lacerante che conduce alla morte: il langothe, il male di esistere di chi ha visto oltre. Di chi ha visto l’oltre. Fato e scelta si daranno aspra battaglia nei campi di Erith. Ma il destino del nostro protagonista resta indissolubilmente legato a due possenti personaggi maschili, Thorn e Morragan, che da sempre, letteralmente, ne filano la trama. Il racconto pecca in alcuni punti di una certa lentezza e di qualche descrizione ridondante, ma il lettore verrà ripagato con momenti di pura, struggente emozione. È un percorso quasi simbiotico con la camaleontica creatura. Irto di ostacoli ma terribilmente appagante. Intorno al fuoco dei nostri sogni, mille e una leggende verranno narrate. Storie di magia, morte, mistero. Di amori proibiti tra creature mortali e immortali. Collisioni sensuali di mondi alieni. Storie destinate ad una tragica fine, come più volte ci viene ripetuto nel corso della trilogia. Ma proprio in questa sfida impossibile deflagra la potenza del racconto. Sussurrandoci, nemmeno poi tanto sommessamente, che solo nel tormento la passione può resistere alla prova del tempo.
" Due Candele per il Diavolo", recensione di B.P. Il romanzo trae la sua forza dallo stile diretto con cui la protagonista si rivolge al lettore, raccontando il senso di colpa, le incertezze, le paure ma anche la straordinaria forza di Cat attraverso una narrazione in cui si può notare come l'autrice si sia ampiamente documentata sulla mitologia degli angeli e dei demoni e conosca in prima persona le città ed i monumenti che vengono descritti nelle pagine. E' facile riconoscersi nei protagonisti e ritrovare contatti con la realtà quotidiana nel ritratto della società che prende vita tra le pagine; fin dalle prime pagine la lettura è piacevole e diventa difficile chiudere il libro se prima non si è raggiunto l'epilogo della storia. Due candele per il diavolo è una buona lettura d'evasione che potrebbe far rivalutare ai lettori italiani una delle scrittrici di saghe fantasy di maggior successo all'estero grazie alla saga delle Cronache della Torre (dedicata al mondo della magia), della trilogia Memorias de Idhun (i tre libri raccontano la lotta per salvare gli abitanti di Idhun da il malvagio Ashran e dai serpenti alati), la storia dell'angelo Ahriel protagonista di Alas de fuego e Alas negras, e alcuni romanzi come Las hijas de Tara e La emperatriz de los Eteréos (in Italia sono stati tradotti solo alcuni dei romanzi di Laura Gallego da editori diversi: Fanucci ha stampato Ali di fuoco, Fabbri La Resistenza. Memorie di Idhun e Salani Due candele per il diavolo).
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